venerdì 11 novembre 2011

Lucio Dalla e Napoli

«Uno dei miei grandi sogni è essere napoletano», dice Lucio Dalla alla vigilia dell'uscita di Questo è amore, 31 brani che ha ripescato dal suo passato meno conosciuto, come una strepitosa versione di Anema e core.

A 68 anni ritiene che oggi la musica sia «brutta», perchè «il nostro cuore, il nostro sedere, il nostro orecchio sono analogici. Ma ci danno il digitale, che crea freddezza. E poi ormai le parole non contano quasi più». Ed è certo di una cosa: «quella napoletana è la musica più importante del Novecento, altro che Beatles... Dobbiamo tornare a noi, e non essere provinciali, scopiazzando all'estero». Il disco lo ha registrato col gesso: «Cantando Caruso sono caduto in un buco e ho finito la canzone da sotto», dice l'ironico e geniale cantautore così innamorato del Sud Italia da rifugiarsi spesso il Sicilia e alle Tremiti, ha lo studio a Castellammare e la barca a Napoli.

Si è rotto il perone a metà settembre ma l'immobilità ha avuto però dei vantaggi: «Ho letto molto», afferma Dalla, che ha visto anche tanta tv. Cosa pensi della fuga di tanti grandi nomi dalla Rai? «È grave perchè la tv è invedibile, a parte La7 e un po' di Sky. Purtroppo abbassano la qualità per avere il consenso, pensando che la gente sia cretina. Ma è solo annoiata». Dovendo fare sei ore al giorno di magneto-terapia, ha trascorso ore e ore davanti al piccolo schermo: «I programmi serali generalisti sono uno scandalo, tranne Fazio, Ballarò, Lerner e Guzzanti. Ma il varietà e la musica sono una tragedia». Anche X Factor? «Per certi aspetti è divertente - risponde - e poi comunque può essere un trampolino per qualche raro talento, tipo Mengoni».

E proprio con il vincitore del talent show passato a Sky Lucio Dalla ha fatto un duetto contenuto nel nuovo album, 'Meri Luis', «una canzone incantabile per chiunque, lui l'ha fatta al primo colpo. È uno dei pochi veramente talentuosi venuti fuori da un talent». Per 'Anema e core' ha realizzato un «arrangiamento che potrebbe essere di Sakamoto. È un pezzo straordinario nella sua semplicità. Oltre al doppio cd, Dalla è autore di ben quattro nuove colonne sonore, da Pupi Avati (Il cuore grande delle ragazze) a Vincenzo Salemme, dal film Ameriqua di Giovanni Consonni e Marco Bellone interpretato da un nipote di Bob Kennedy («bravissimo») al Pinocchio animato di Enzo D'Alò che dovrebbe andare a Cannes.

«Scrivere per il cinema mi piace come se non di più che fare dischi - rivela - Vado a messa tutte le domeniche - racconta - ma non è un gran divertimento. A volte magari sento un'omelia che non mi piace e non vedo l'ora di andarmene via. Lo faccio più come imposizione. Perchè ho fede, sono credente. A volte mi addormento e faccio delle figure di m..... Una volta sono caduto in terra e la gente ha fatto finta di niente, per tutelarmi...».

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