
Ventiquattro tombe sono venute alla luce nell’area archeologica di Paestum. La notizia è stata data ieri dalla direttrice del Museo nazionale e degli scavi di Paestum, Marina Cipriani, durante il convegno "La protezione dei beni archeologici: l’esperienza dei carabinieri per la tutela del patrimonio culturale e quella degli altri Paesi" alla XIV Borsa mediterranea del turismo archeologico, in corso di svolgimento a Paestum.
Gli scavi sono terminati quattro giorni fa e hanno portato alla luce monumenti funerari a fossa risalenti al VI secolo a.C. nella necropoli settentrionale.
Solo nel mese di luglio altre sei tombe a cassa dipinta appartenenti ad esponenti dell’aristocrazia lucana del IV secolo a.C. erano state scoperte in un’altra parte di una delle necropoli pestane più importanti. Ritrovamenti casuali ha fatto capire la Cipriani: «Perché non c’è più un euro per programmare scavi sistematici nelle necropoli pestane».
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