sabato 17 dicembre 2011

A New York 150 anni di creatività italiana


Il motore di Barsanti e Matteucci

Il genio italiano sbarca a New York. Lo fa attraverso una mostra, che celebra le grandi innovazioni prodotte dal nostro Paese nella ricerca scientifica durante gli ultimi 150 anni, cioè dall’unificazione ad oggi. Fisica, chimica, medicina, biologia, informatica, tecnologia di tutti i tipi, ingegneria, matematica, astronomia e industria. Perché spesso i primi a dimenticarlo siamo noi, ma la nostra storia non è fatta solo di cultura, design, cucina e turismo.

La mostra si intitola «150 Anni di Genio Italiano», e apre oggi all’Istituto Italiano di Cultura di Park Avenue. Visitarla impressiona, a partire dalla semplice cronologia degli eventi. Si comincia con il 1853, quindi in anticipo sulla stessa unificazione, celebrando Barsanti e Matteucci che brevettano il motore a scoppio. Si finisce nel 2010 con Federico Faggin, inventore del primo microprocessore per Intel, che riceve la Medaglia Nazionale per la tecnologia e l’innovazione dal presidente Obama. In mezzo ci sono decine di colpi di genio, da quelli più noti, come le telecomunicazioni senza fili di Marconi, a quelli quasi dimenticati, che però hanno fatto la differenza per milioni di persone. Basti pensare al modo in cui abbiamo debellato la malaria. La mostra è divisa in cinque «isole», «Vivere il nuovo», «Viaggiare è conoscere», «Superare le frontiere», «Lavorare con efficacia», «Curare è vivere», che attraverso pezzi originali del nostro genio sfatano il luogo comune secondo cui siano «solo» un popolo di santi, poeti e navigatori.

Spiegarlo all’America è fondamentale, secondo il direttore dell’Istituto di Cultura Riccardo Viale: «A livello economico, questo tipo di immagine non è neutrale nella scelta del consumatore dei prodotti industriali di tipo tecnologico. Chi acquista preferisce farlo da nazioni che riconosciamo come affidabili da un punto di vista scientifico», e l’Italia ha tutti i titoli per tornare in questa categoria.

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