
Il motore di Barsanti e Matteucci
La mostra si intitola «150 Anni di Genio Italiano», e apre oggi all’Istituto Italiano di Cultura di Park Avenue. Visitarla impressiona, a partire dalla semplice cronologia degli eventi. Si comincia con il 1853, quindi in anticipo sulla stessa unificazione, celebrando Barsanti e Matteucci che brevettano il motore a scoppio. Si finisce nel 2010 con Federico Faggin, inventore del primo microprocessore per Intel, che riceve la Medaglia Nazionale per la tecnologia e l’innovazione dal presidente Obama. In mezzo ci sono decine di colpi di genio, da quelli più noti, come le telecomunicazioni senza fili di Marconi, a quelli quasi dimenticati, che però hanno fatto la differenza per milioni di persone. Basti pensare al modo in cui abbiamo debellato la malaria. La mostra è divisa in cinque «isole», «Vivere il nuovo», «Viaggiare è conoscere», «Superare le frontiere», «Lavorare con efficacia», «Curare è vivere», che attraverso pezzi originali del nostro genio sfatano il luogo comune secondo cui siano «solo» un popolo di santi, poeti e navigatori.
Spiegarlo all’America è fondamentale, secondo il direttore dell’Istituto di Cultura Riccardo Viale: «A livello economico, questo tipo di immagine non è neutrale nella scelta del consumatore dei prodotti industriali di tipo tecnologico. Chi acquista preferisce farlo da nazioni che riconosciamo come affidabili da un punto di vista scientifico», e l’Italia ha tutti i titoli per tornare in questa categoria.
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